Ue, ipotesi di un fronte più ampio con gli alleati per rispondere a pressioni di Usa e Cina

Bruxelles potrebbe valutare un’intesa economica più estesa del solo asse con il Canada, coinvolgendo partner come Regno Unito, Svizzera, Giappone e Corea del Sud. L’obiettivo sarebbe contenere spinte protezionistiche, coordinare la risposta agli squilibri produttivi globali e rafforzare la difesa contro la coercizione economica.
L’Unione europea è chiamata a considerare una strategia commerciale e industriale che vada oltre gli accordi bilaterali già in essere, costruendo un coordinamento più ampio con alcune delle principali economie avanzate alleate. In questo perimetro rientrerebbero, oltre al Canada, anche Regno Unito, Svizzera, Giappone e Corea del Sud, in un’ottica di maggiore cooperazione su commercio, investimenti e regole industriali.
Un simile schema avrebbe la funzione di limitare una nuova frammentazione degli scambi internazionali in una fase segnata da crescenti tensioni tra grandi blocchi economici. Per l’Europa, una piattaforma comune con Paesi affini consentirebbe di affrontare in modo più coordinato il tema della sovrapproduzione globale in alcuni comparti e di ridurre il rischio di misure protezionistiche disordinate.
Un altro elemento centrale riguarderebbe la capacità di sostenersi reciprocamente di fronte a pressioni economiche esterne, dalle restrizioni commerciali agli strumenti di coercizione utilizzati per ottenere concessioni politiche o industriali. In questo quadro, una rete più solida tra economie alleate offrirebbe a Bruxelles maggiore leva negoziale sia nei confronti degli Stati Uniti sia verso la Cina, preservando al tempo stesso apertura dei mercati e resilienza delle filiere.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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