Turismo in crescita, ma il rischio di default delle pmi resta sopra la media

Il comparto turistico continua a beneficiare della ripresa della domanda, ma la fragilità finanziaria delle piccole e medie imprese del settore resta significativa. Secondo l’Osservatorio Crif, il tasso di rischiosità si è attenuato al 4,5%, ma rimane nettamente superiore al 3,3% nazionale.
Il turismo conferma una fase di espansione, sostenuto dal recupero dei flussi e da una domanda ancora vivace, ma il miglioramento del mercato non si traduce in modo uniforme sulla solidità delle imprese. In particolare, le pmi del comparto continuano a mostrare un profilo di rischio più elevato rispetto alla media del sistema produttivo italiano.
Le rilevazioni dell’Osservatorio Crif indicano che l’incremento della rischiosità delle aziende del settore è in lieve riduzione, con un tasso di default che si attesta al 4,5%. Si tratta di un segnale di parziale stabilizzazione, che tuttavia non basta a colmare il divario con il dato medio nazionale, fermo al 3,3%.
Il quadro suggerisce che, accanto alla buona dinamica del mercato, persistano tensioni legate alla struttura finanziaria di molte realtà di piccola e media dimensione. Per il settore, la sfida resta quindi quella di trasformare la crescita della domanda in una maggiore resilienza economica, in un contesto in cui accesso al credito, liquidità e marginalità restano fattori decisivi.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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