Trump rilancia i dazi, tariffe al 10% sull’Ue e al 12,5% sulla Cina

La nuova stretta commerciale annunciata da Donald Trump riaccende le tensioni con i principali partner degli Stati Uniti. Dall’Europa arrivano critiche, con Kaja Kallas che definisce le accuse sul lavoro forzato prive di fondamento.
Donald Trump ha annunciato un nuovo pacchetto di dazi che colpisce diversi partner commerciali degli Stati Uniti, fissando un’aliquota del 10% per i beni provenienti dall’Unione europea e del 12,5% per quelli importati dalla Cina. La mossa segna un ulteriore irrigidimento della linea protezionistica dell’ex presidente e riporta al centro il rischio di un’escalation nelle relazioni economiche internazionali.
La decisione ha suscitato reazioni immediate a livello globale. In Europa, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha parlato di una “sorpresa negativa”, contestando anche le motivazioni richiamate da Washington. In particolare, Kallas ha giudicato infondate le accuse legate al presunto ricorso al lavoro forzato, uno degli argomenti utilizzati per giustificare l’intervento tariffario.
Il nuovo giro di vite commerciale aggiunge incertezza al quadro degli scambi internazionali in una fase già segnata da fragilità geopolitiche e rallentamento economico. Le misure annunciate da Trump potrebbero infatti alimentare nuove ritorsioni e incidere sulle catene globali di fornitura, con possibili ripercussioni su imprese, prezzi e mercati finanziari.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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