Roma sollecita margini di bilancio all’Ue per fronteggiare il caro prezzi
Il governo chiede a Bruxelles maggiore flessibilità sui conti pubblici, avvertendo che in assenza di aperture potrebbero rendersi necessarie misure più restrittive. Nella lettera inviata alle istituzioni europee, l’esecutivo segnala che l’inflazione incide su una quota rilevante dell’economia e propone di destinare l’extragettito a sostegni selettivi.
Il governo italiano ha intensificato il confronto con la Commissione europea sul tema dei conti pubblici, chiedendo spazi aggiuntivi per gestire l’impatto dell’inflazione su famiglie e imprese. Secondo l’impostazione di Roma, il rincaro dei prezzi sta colpendo una parte significativa dell’economia nazionale, pari a circa un quinto del Pil, e richiede interventi capaci di attenuare gli effetti sui soggetti più esposti.
Nella comunicazione inviata a Bruxelles, l’esecutivo sostiene che eventuali maggiori entrate fiscali legate al contesto inflazionistico dovrebbero essere impiegate per misure mirate, senza disperdere risorse in interventi generalizzati. L’obiettivo è concentrare gli aiuti sui comparti e sui nuclei più vulnerabili, nel tentativo di contenere l’impatto sociale ed economico della fiammata dei prezzi.
Dal lato europeo, tuttavia, prevale un atteggiamento prudente. Le istituzioni Ue restano caute rispetto a ulteriori allentamenti e valutano con attenzione il bilanciamento tra sostegno all’economia e disciplina di bilancio. In questo quadro, Roma segnala che un mancato riconoscimento di maggiore flessibilità potrebbe rendere inevitabile il ricorso a politiche più restrittive.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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