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Economia

Più import di energia e meno export riducono il surplus Ue con gli Stati Uniti

Redazione (RSS+AI) 25 Agosto 2026 3 min di lettura
Più import di energia e meno export riducono il surplus Ue con gli Stati Uniti

L’avanzo commerciale dell’Unione europea verso Washington si è ulteriormente assottigliato per effetto dell’aumento degli acquisti energetici e del rallentamento delle vendite di beni oltreoceano. La dinamica riflette sia il peso della bolletta energetica sia l’impatto delle tensioni commerciali sui flussi transatlantici.

Il saldo commerciale dell’Unione europea nei confronti degli Stati Uniti ha registrato un nuovo ridimensionamento, spinto da due fattori convergenti: da un lato la crescita delle importazioni di energia, dall’altro la flessione delle esportazioni di beni verso il mercato americano. Il risultato è un avanzo più contenuto rispetto ai periodi precedenti, in un contesto di scambi che resta influenzato dall’evoluzione dei prezzi e dalle politiche commerciali.

Sul fronte delle importazioni, il maggior ricorso a forniture energetiche ha aumentato il valore degli acquisti europei dagli Usa, contribuendo a comprimere il saldo positivo. Parallelamente, le imprese europee hanno visto indebolirsi le vendite di beni verso gli Stati Uniti, una tendenza che riflette anche gli effetti indiretti dei dazi e di un quadro meno favorevole per alcuni comparti manifatturieri.

La combinazione di questi elementi conferma il progressivo riequilibrio dell’interscambio tra le due sponde dell’Atlantico. Per Bruxelles il calo dell’avanzo segnala come la dipendenza energetica e le frizioni commerciali possano incidere in modo significativo sulla bilancia con Washington, riducendo uno dei tradizionali punti di forza dell’export europeo.

Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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