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Economia

Naspi, l’Inps estende la giusta causa per le dimissioni legate a violenza e stalking

Redazione (RSS+AI) 4 Agosto 2026 3 min di lettura
Naspi, l’Inps estende la giusta causa per le dimissioni legate a violenza e stalking

L’Inps ha precisato che l’indennità di disoccupazione può essere riconosciuta anche a chi lascia il lavoro per episodi di violenza o atti persecutori debitamente provati. La tutela vale anche se i fatti si verificano al di fuori del luogo di lavoro, in quanto configurano una condizione di disoccupazione non volontaria.

Con il messaggio n. 2540, l’Inps ha chiarito che le dimissioni presentate da un lavoratore o da una lavoratrice vittima di violenza o di comportamenti persecutori possono rientrare tra i casi di giusta causa che consentono l’accesso alla Naspi. Secondo l’istituto, in queste circostanze l’interruzione del rapporto non può essere considerata una scelta pienamente volontaria.

Il chiarimento riguarda anche situazioni in cui le condotte lesive non si consumano direttamente sul posto di lavoro. L’ente previdenziale ha infatti specificato che la giusta causa può essere riconosciuta pure quando violenza o stalking avvengono in ambiti esterni all’attività lavorativa, purché gli episodi siano adeguatamente documentati e tali da compromettere la prosecuzione del rapporto.

L’indicazione amplia il perimetro delle tutele per chi si trova costretto a lasciare l’impiego per ragioni di sicurezza personale. Sul piano applicativo, il riconoscimento della Naspi resta subordinato alla verifica della documentazione prodotta, ma il principio fissato dall’Inps rafforza l’interpretazione secondo cui queste dimissioni rientrano nella nozione di disoccupazione involontaria.

Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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