La Sicilia cerca spazio nella strategia europea dei semiconduttori

La Regione Siciliana punta a rafforzare il proprio posizionamento nella filiera europea dei chip, facendo leva sul polo microelettronico di Catania. L’assessorato alle Attività produttive ha avviato un percorso formale per accrescere il peso dell’isola nelle iniziative comunitarie del settore.
La Sicilia vuole tradurre la centralità industriale maturata negli anni attorno a Catania in una presenza più incisiva nelle politiche europee sui semiconduttori. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il comparto dei chip è diventato un asset strategico per competitività, innovazione e sicurezza delle catene di fornitura, e che l’isola dispone già di competenze e insediamenti industriali in grado di sostenerne l’ambizione.
In questo quadro, l’assessorato regionale alle Attività produttive ha formalizzato un passo istituzionale per inserirsi con maggiore forza nelle alleanze e nei programmi continentali dedicati alla microelettronica. L’obiettivo è consolidare il ruolo della Sicilia nelle reti europee del settore, valorizzando il patrimonio industriale esistente e favorendo nuove opportunità di investimento, ricerca e sviluppo.
La mossa si inserisce nel più ampio sforzo dell’Europa per rafforzare la propria autonomia tecnologica in un’industria dominata da pochi grandi player globali. Per la Sicilia, l’operazione rappresenta anche un tentativo di trasformare una specializzazione produttiva già riconosciuta in una leva di politica industriale, con possibili ricadute su occupazione qualificata, attrazione di capitali e integrazione nelle future catene del valore europee.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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