La BCE lascia i tassi al 2,25% e richiama l’attenzione sui rischi per i prezzi

Il Consiglio direttivo ha mantenuto invariato il costo del denaro dopo il rialzo di giugno, scegliendo una pausa nel ciclo di politica monetaria. Christine Lagarde ha ribadito l’impegno a guidare l’istituto fino alla scadenza del mandato nel 2027, mentre restano elevate le cautele sull’inflazione.
La Banca centrale europea ha deciso di non modificare i tassi di interesse, lasciando il riferimento principale al 2,25% dopo l’aumento di 25 punti base varato nella riunione precedente. La scelta segnala una fase di attesa da parte di Francoforte, che preferisce valutare l’evoluzione del quadro macroeconomico prima di ulteriori interventi sul costo del denaro.
Pur optando per una pausa, l’istituto continua a monitorare con attenzione la dinamica dei prezzi nell’area euro. Le indicazioni emerse dalla riunione confermano che le pressioni inflazionistiche non sono considerate definitivamente rientrate, elemento che mantiene aperta la possibilità di nuove mosse qualora i dati dovessero mostrare una persistenza superiore alle attese.
Nel corso della conferenza stampa, la presidente Christine Lagarde ha anche escluso ipotesi di uscita anticipata, affermando di voler restare alla guida della BCE fino al termine del mandato nel 2027. Il messaggio è stato letto come un segnale di continuità in una fase in cui i mercati restano concentrati sulla traiettoria futura dei tassi e sulla capacità della banca centrale di riportare l’inflazione verso l’obiettivo.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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