Inflazione in accelerazione ad agosto al 3,3%, crescita debole e salari ancora in ritardo

Ad agosto i prezzi al consumo hanno segnato un netto rialzo, trainati soprattutto dal nuovo aumento dei costi energetici. Sul fronte macroeconomico resta modesta l’espansione del Pil, mentre il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento e le retribuzioni continuano a perdere terreno rispetto all’inflazione.
L’inflazione italiana ha registrato in agosto una marcata accelerazione, salendo al 3,3% su base annua secondo le rilevazioni Istat. A spingere l’indice è stato in primo luogo il comparto energetico, tornato a esercitare una forte pressione sui prezzi dopo la relativa tregua dei mesi precedenti. Il dato segnala un contesto ancora fragile per il potere d’acquisto delle famiglie e complica il percorso di rientro dell’inflazione verso livelli più contenuti.
Sul versante della crescita, Istat ha confermato per il secondo trimestre un aumento del Pil dello 0,2%, un ritmo che evidenzia un’economia ancora priva di slancio. La dinamica resta coerente con uno scenario di espansione moderata, in cui consumi e attività produttiva non mostrano per ora una accelerazione sufficiente a rafforzare il quadro congiunturale. Il dato suggerisce che l’economia italiana continua a muoversi su livelli deboli, esposta alle incertezze legate ai costi e alla domanda.
Anche il mercato del lavoro ha dato segnali poco brillanti a luglio, con un’occupazione sostanzialmente stagnante. In particolare, il calo ha riguardato donne e giovani, indicando un indebolimento in alcune delle fasce più sensibili del mercato occupazionale. Nello stesso tempo, le retribuzioni restano inferiori alla crescita dei prezzi, mantenendo una pressione sui redditi reali e sui consumi interni.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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