Industria a caccia di laureati Stem, reperimento difficile per oltre quattro profili su dieci
Le imprese manifatturiere continuano a incontrare ostacoli nel reclutamento di giovani con formazione scientifico-tecnica. Le criticità sono particolarmente accentuate per ingegneri e specialisti tecnici, ma riguardano anche mansioni operative di stabilimento.
Nel manifatturiero italiano resta elevata la distanza tra domanda e offerta di lavoro qualificato, soprattutto per i giovani laureati nelle discipline Stem. Secondo i dati richiamati dalla fonte, le aziende segnalano difficoltà di assunzione nel 42% dei casi, un indicatore che riflette la scarsità di candidati con competenze considerate essenziali per sostenere innovazione, automazione e transizione digitale.
Il divario si amplia ulteriormente quando si guarda ai profili più specializzati. Per ingegneri e figure tecniche il tasso di difficoltà nel reperimento arriva al 65%, confermando la forte competizione tra imprese per professionalità legate alla progettazione, alla produzione avanzata e alla gestione dei processi industriali. La pressione sul mercato del lavoro rischia così di rallentare piani di investimento e crescita.
La carenza non si limita ai ruoli ad alta qualificazione. Anche le posizioni operative in fabbrica risultano sempre più complesse da coprire, segnale di un problema strutturale che coinvolge l’intera filiera produttiva. Per il settore, la sfida è attrarre nuove generazioni verso percorsi tecnici e industriali, rafforzando al tempo stesso il collegamento tra formazione e fabbisogni delle imprese.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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