Giovani fuori da studio e lavoro, quota quasi dimezzata in un decennio

Negli ultimi dieci anni la percentuale di Neet in Italia è scesa dal 25,7% al 15,3%, secondo una ricerca promossa da Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Scuola di giornalismo Walter Tobagi. Il dato segnala un miglioramento strutturale, pur lasciando aperto il tema dell’inclusione dei giovani nel mercato del lavoro.
In Italia il numero dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione si è quasi dimezzato nell’arco di un decennio. La quota dei cosiddetti Neet è infatti passata dal 25,7% al 15,3%, secondo quanto emerge da una ricerca realizzata da Intesa Sanpaolo insieme a Fondazione Cariplo e alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi.
L’indagine fotografa un’evoluzione favorevole del mercato del lavoro giovanile e dei percorsi di attivazione, con una riduzione significativa di una delle principali fragilità sociali del Paese. Il calo indica un progressivo riassorbimento dell’inattività tra i giovani, anche se il livello resta un indicatore osservato con attenzione per le implicazioni su crescita, produttività e coesione sociale.
Lo studio si inserisce nel dibattito sulle politiche necessarie a consolidare la partecipazione delle nuove generazioni all’istruzione e all’occupazione. Per il sistema economico, la diminuzione dei Neet rappresenta un segnale positivo, ma anche un richiamo a rafforzare strumenti di orientamento, formazione e accesso al lavoro stabile.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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