Gettito deludente per la "tassa etica", spinta per l’abolizione con una proposta popolare

L’imposta introdotta nel 2006 ha raccolto finora solo una quota limitata rispetto alle stime iniziali. Una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare punta ora a cancellare il prelievo.
La cosiddetta "tassa etica", varata nel 2006 durante il governo Berlusconi, si è rivelata molto meno redditizia del previsto per le casse pubbliche. Secondo i dati richiamati dai promotori della sua abolizione, il gettito effettivo si sarebbe fermato attorno al 10% delle entrate stimate al momento dell’introduzione della misura.
Il divario tra aspettative e incassi riaccende il dibattito sull’efficacia di un’imposta nata con finalità sia fiscali sia simboliche. Il risultato, sostengono i critici, è quello di un tributo che non ha prodotto i ritorni attesi e che avrebbe mostrato limiti strutturali nella capacità di ampliare in modo significativo le entrate dello Stato.
Su questo scenario si innesta ora una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare finalizzata all’eliminazione della tassa. L’iniziativa mira a portare il tema all’attenzione del legislatore, rilanciando una discussione più ampia sull’opportunità di mantenere in vigore prelievi dal rendimento modesto e dall’impatto controverso.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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