Export, nel Mezzogiorno resta ampio il margine di crescita: vendere all’estero alza subito la produttività

Nel percorso verso l’obiettivo nazionale di 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027, il Sud continua a mostrare un potenziale non pienamente sfruttato. Secondo le evidenze richiamate dalla fonte, l’ingresso sui mercati esteri si associa a un incremento immediato della produttività intorno al 6%.
Il traguardo indicato dal governo per l’export italiano entro il 2027 passa anche dalla capacità di allargare la base delle imprese che operano sui mercati internazionali. In questo quadro, il Mezzogiorno rappresenta una delle aree con i maggiori spazi di sviluppo, nonostante una parte del tessuto produttivo locale non abbia ancora colto pienamente le opportunità offerte dalla domanda estera.
Le indicazioni emerse mostrano che per le aziende l’avvio di attività di vendita oltre confine può tradursi rapidamente in un miglioramento dell’efficienza. In particolare, l’accesso ai mercati internazionali sarebbe collegato a un aumento immediato della produttività pari a circa il 6%, un segnale che rafforza il legame tra apertura commerciale, crescita dimensionale e capacità competitiva delle imprese.
Per la politica economica, il tema non riguarda soltanto l’espansione dell’export nazionale, ma anche la riduzione dei divari territoriali. Se adeguatamente sostenute con strumenti di internazionalizzazione, infrastrutture e accesso ai mercati, le imprese del Sud potrebbero contribuire in misura più ampia agli obiettivi del Paese, trasformando un potenziale ancora inespresso in nuova crescita industriale.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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