Entrano in vigore i nuovi dazi Usa su oltre 60 Paesi
Washington avvia una nuova tornata di tariffe commerciali con aliquote comprese tra il 10% e il 12,5% su importazioni provenienti da più di 60 Paesi. Parallelamente, l’amministrazione americana amplia i controlli sulle filiere sospettate di ricorso al lavoro forzato, con verifiche che coinvolgono anche operatori in Europa e Cina.
Da oggi gli Stati Uniti applicano una nuova serie di dazi su beni importati da oltre 60 Paesi, nell’ambito della strategia commerciale promossa da Donald Trump. Le misure prevedono aliquote comprese tra il 10% e il 12,5% e segnano un ulteriore irrigidimento della politica protezionistica di Washington verso un ampio gruppo di partner commerciali.
L’intervento tariffario si inserisce in una linea volta a rafforzare la produzione interna e a riequilibrare, secondo la Casa Bianca, i rapporti commerciali con l’estero. L’avvio delle nuove imposte potrebbe tuttavia tradursi in maggiori costi lungo le catene di approvvigionamento internazionali, con effetti potenziali sui prezzi per imprese e consumatori.
In parallelo alle tariffe, le autorità statunitensi stanno portando avanti accertamenti sulle forniture sospettate di essere collegate a pratiche di lavoro forzato. Le verifiche, secondo quanto emerge, non riguardano soltanto la Cina ma si estendono anche a soggetti presenti nell’Unione europea, ampliando così il perimetro dei controlli sulle filiere globali.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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