Depurazione insufficiente, un terzo delle acque costiere e lacustri italiane risulta contaminato
Secondo il monitoraggio di Legambiente, il 34% dei campioni prelevati tra mare e laghi presenta livelli oltre i limiti. Le criticità si concentrano soprattutto presso le foci dei corsi d’acqua, mentre restano aperte quattro procedure di infrazione europee.
In Italia oltre un campione su tre raccolto in acque marine e lacustri mostra valori di inquinamento superiori ai parametri di legge, secondo l’ultima rilevazione diffusa da Legambiente con la campagna Goletta. L’associazione attribuisce il dato in larga misura alle carenze del sistema di depurazione, un nodo strutturale che continua a pesare sulla qualità ambientale di molte aree del Paese.
Le situazioni più problematiche emergono in corrispondenza delle foci di fiumi e canali, da tempo considerate punti sensibili per l’afflusso di scarichi non adeguatamente trattati. È in questi tratti che si concentra una quota rilevante delle anomalie riscontrate, segnalando la persistenza di inefficienze nelle reti fognarie e negli impianti di trattamento delle acque reflue.
Il tema mantiene anche una rilevanza sul piano istituzionale ed economico, considerando che sull’Italia risultano ancora pendenti quattro procedure di infrazione avviate dalle autorità europee. Il quadro riporta al centro la necessità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche e nella depurazione, un passaggio ritenuto essenziale sia per la tutela ambientale sia per ridurre il rischio di ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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