Confindustria avverte sui rischi per Pil e credito legati al conflitto
L’associazione degli industriali segnala che l’inasprimento della crisi potrebbe rallentare la crescita economica. Intanto aumenta la domanda di finanziamenti da parte delle imprese, spinte soprattutto dal peso delle bollette energetiche.
Confindustria ha richiamato l’attenzione sui possibili effetti del conflitto sull’economia italiana, sottolineando che un ulteriore peggioramento dello scenario internazionale potrebbe tradursi in un freno alla crescita del Pil. L’incertezza geopolitica, secondo gli industriali, rischia infatti di incidere sia sulla fiducia sia sui costi sostenuti dal sistema produttivo.
Tra i principali fattori di pressione emerge il rincaro dell’energia, che sta assorbendo una quota crescente della liquidità aziendale. In questo contesto molte imprese stanno tornando a rivolgersi alle banche non tanto per finanziare nuovi investimenti o programmi di espansione, quanto per far fronte alle spese correnti, a partire dal pagamento delle forniture energetiche.
Il quadro delineato apre quindi un duplice fronte di attenzione per l’economia: da una parte la tenuta della crescita, dall’altra la qualità della domanda di credito. Se i finanziamenti servono sempre più a coprire i costi operativi, il rischio è che si riduca lo spazio per gli investimenti produttivi, con effetti potenzialmente negativi sulla competitività e sulla ripresa.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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