Ceramica siciliana, crescita frenata dalla carenza di manodopera specializzata

Il comparto della ceramica in Sicilia amplia la presenza oltre il mercato dei souvenir e punta sul design, sostenuto da ordini e sbocchi commerciali. A limitare lo sviluppo resta però la difficoltà nel reperire personale qualificato.
La ceramica siciliana sta vivendo una fase di trasformazione, con un posizionamento sempre meno legato all’artigianato destinato al turismo e sempre più orientato a prodotti di design e fascia alta. Il settore, che genera un giro d’affari annuo superiore a 400 milioni di euro, rappresenta una componente rilevante dell’economia manifatturiera regionale e occupa circa 2.600 persone tra laboratori, piccole imprese e attività collegate.
La domanda, secondo il quadro delineato dalla filiera, non manca: gli ordini restano sostenuti e i mercati di riferimento offrono spazio di crescita, anche grazie a un rinnovato interesse per produzioni identitarie capaci di coniugare tradizione e linguaggi contemporanei. In questo scenario, molte aziende stanno cercando di rafforzare la propria presenza in segmenti a maggiore valore aggiunto, spostando l’offerta verso collezioni per l’arredo e oggetti pensati per una clientela più ampia e internazionale.
Il principale ostacolo all’espansione è però la scarsità di addetti specializzati. Le imprese segnalano difficoltà nel trovare figure con competenze tecniche e manuali adeguate, un fattore che rischia di rallentare la capacità produttiva proprio in una fase di mercato favorevole. Il tema del ricambio generazionale e della formazione diventa quindi centrale per consentire al comparto di sostenere la crescita e consolidare il passaggio da produzione tradizionale a industria creativa strutturata.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

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