Caro materiali, cresce il rischio di stop nei cantieri: governo e imprese chiedono nuove risorse
L’aumento dei prezzi delle materie prime mette sotto pressione il settore delle costruzioni e alimenta il timore di rallentamenti nei lavori. Matteo Salvini ha indicato la necessità di uno scostamento di bilancio da 20 miliardi, mentre i costruttori segnalano difficoltà sempre più diffuse tra le imprese.
Il rincaro dei materiali da costruzione riporta al centro dell’agenda economica la tenuta dei cantieri, con il comparto che teme blocchi o ritardi nell’esecuzione delle opere. L’aumento dei costi, che incide sui margini delle aziende e sulla sostenibilità dei contratti già firmati, sta rendendo più complessa la prosecuzione dei lavori sia nel pubblico sia nel privato.
Sul fronte politico, il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha sostenuto la necessità di prevedere nella manovra uno scostamento di bilancio pari a 20 miliardi di euro, come strumento per fronteggiare le tensioni che stanno colpendo il settore. L’obiettivo sarebbe quello di creare spazi finanziari per interventi in grado di attenuare l’impatto del caro materiali e salvaguardare l’avanzamento delle opere.
Anche le associazioni dei costruttori hanno lanciato un segnale d’allarme, sottolineando come molte imprese si trovino in una situazione di crescente difficoltà. Secondo il settore, senza misure correttive il rischio è un rallentamento diffuso dell’attività, con effetti sulla filiera, sull’occupazione e sui tempi di realizzazione degli investimenti programmati.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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