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Banche

Pagamenti in viaggio, come ridurre costi nascosti e rischi quando si usa la carta all’estero

Redazione (RSS+AI) 15 Agosto 2026 3 min di lettura
Pagamenti in viaggio, come ridurre costi nascosti e rischi quando si usa la carta all’estero

Tra cambi valuta, commissioni sui prelievi e frodi digitali, pagare fuori dall’Italia può diventare più oneroso del previsto. Una gestione attenta di carte di credito, bancomat e prepagate aiuta a limitare spese accessorie e problemi di sicurezza.

Per chi viaggia all’estero, il costo effettivo di un pagamento con carta dipende da diversi fattori oltre al tasso di cambio. Uno dei passaggi più delicati riguarda la scelta tra addebito in euro o nella valuta del Paese visitato: in molti casi pagare nella moneta locale consente di evitare conversioni applicate dall’esercente o dal terminale, spesso meno convenienti. Anche il circuito della carta e le condizioni fissate dalla banca emittente incidono sul conto finale, soprattutto nei Paesi extra euro.

Le spese aumentano ulteriormente quando si ricorre ai contanti. I prelievi da sportelli automatici all’estero possono infatti comportare una combinazione di costi fissi, maggiorazioni percentuali e oneri imposti dall’operatore locale dell’ATM. Per questo, prima della partenza, è utile verificare i fogli informativi del proprio istituto e confrontare le condizioni tra carte di credito, debito e prepagate, perché le differenze tra operatori possono essere significative sia sui prelievi sia sugli acquisti in valuta diversa dall’euro.

Accanto al tema dei costi resta centrale quello della sicurezza. In viaggio aumentano i rischi legati a clonazione, phishing, terminali manomessi e richieste di pagamento fraudolente, soprattutto in contesti turistici ad alta affluenza. Le principali precauzioni includono l’attivazione delle notifiche in tempo reale, l’uso di limiti di spesa personalizzati, il controllo frequente dei movimenti e la disponibilità di metodi di pagamento alternativi. Una pianificazione preventiva può quindi ridurre sia gli esborsi inattesi sia l’esposizione alle truffe.

Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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