La banca centrale olandese riporta in Europa 86 tonnellate d’oro custodite in Nord America

I Paesi Bassi hanno trasferito parte delle proprie riserve auree dagli Stati Uniti e dal Canada a caveau europei, citando un contesto geopolitico più incerto. L’operazione punta a rendere il metallo più accessibile in caso di emergenza, pur senza indicare rischi imminenti.
La banca centrale dei Paesi Bassi ha completato il rimpatrio in Europa di 86 tonnellate di oro precedentemente conservate negli Stati Uniti e in Canada. La decisione si inserisce in una più ampia strategia di gestione prudenziale delle riserve, con l’obiettivo di accorciare la distanza fisica dal metallo in uno scenario internazionale ritenuto meno stabile rispetto al passato.
Secondo quanto indicato dall’istituto, la maggiore prossimità delle riserve consentirebbe una disponibilità più rapida dell’oro nel caso di gravi tensioni o disfunzioni nei mercati e nei sistemi logistici. La scelta riflette l’attenzione crescente delle banche centrali alla sicurezza e alla diversificazione dei luoghi di custodia degli asset strategici, in un quadro segnato da guerre, rivalità tra blocchi e rischi per le catene di approvvigionamento.
Il governatore ha comunque adottato toni rassicuranti, sottolineando che il trasferimento non va letto come segnale di allarme immediato. L’aspettativa, ha spiegato, è di non dover ricorrere mai a queste riserve in una situazione di crisi, ma di predisporre in anticipo strumenti e assetti coerenti con un contesto geopolitico più fragile.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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