Washington interviene sul cambio per sostenere lo yen, irritazione della BCE per il mancato coinvolgimento

Gli Stati Uniti avrebbero venduto euro per rafforzare la valuta giapponese senza esercitare pressioni al ribasso sul dollaro. Secondo il Financial Times, la decisione sarebbe stata presa senza un previo coordinamento con la Banca centrale europea, alimentando malumori a Francoforte.
L’amministrazione Trump avrebbe scelto di intervenire sul mercato dei cambi con una strategia mirata a sostenere lo yen, utilizzando vendite di euro anziché agire direttamente sul dollaro. La mossa, riportata dal Financial Times, avrebbe consentito a Washington di fornire supporto alla moneta giapponese evitando allo stesso tempo di trasmettere un segnale di debolezza sulla divisa statunitense.
L’operazione avrebbe però colto di sorpresa la Banca centrale europea. Sempre secondo il quotidiano finanziario britannico, Francoforte non sarebbe stata consultata prima dell’intervento, un passaggio che avrebbe generato irritazione all’interno dell’istituzione guidata dalla BCE, soprattutto per le possibili ripercussioni sull’euro e per il mancato coordinamento tra grandi autorità monetarie.
L’episodio riaccende il tema delle relazioni tra Stati Uniti, Europa e Giappone sul fronte valutario, in una fase in cui i movimenti delle principali valute restano osservati speciali per gli effetti su inflazione, commercio e politica monetaria. Un’azione unilaterale di questo tipo rischia infatti di aumentare le tensioni tra partner economici in un contesto già segnato da equilibri finanziari fragili.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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