Turismo in crescita, ma i salari del settore restano sotto pressione

Il comparto turistico continua a sostenere l’economia italiana, ma per una larga quota degli addetti i redditi restano insufficienti rispetto a uno standard di vita adeguato. Secondo dati citati dalla Filcams Cgil, circa sette lavoratori su dieci si collocano sotto questa soglia, anche per il ricorso esteso al part-time.
Il turismo si conferma uno dei motori dell’economia italiana, con un contributo rilevante in termini di consumi, occupazione e attrattività del Paese. Alla tenuta del settore, tuttavia, non corrisponde un miglioramento diffuso delle condizioni retributive: una parte ampia della forza lavoro impiegata in alberghi, ristorazione e servizi collegati continua a percepire compensi considerati troppo bassi per garantire una vita dignitosa.
Secondo le elaborazioni richiamate dalla Filcams Cgil, circa il 70% degli occupati del comparto avrebbe un reddito inferiore alla soglia ritenuta adeguata. Tra i fattori indicati dal sindacato pesa soprattutto l’uso esteso di contratti part-time, che riducono il monte ore lavorato e comprimono il salario complessivo, anche in presenza di una domanda turistica sostenuta.
Il quadro riaccende il confronto sulla qualità dell’occupazione nei servizi legati ai viaggi e all’accoglienza, in un settore caratterizzato da forte stagionalità e ampia frammentazione aziendale. Per le organizzazioni dei lavoratori, il tema non riguarda soltanto il livello delle retribuzioni, ma anche la stabilità dei contratti e la possibilità di trasformare la crescita del turismo in maggiore tutela economica per gli addetti.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.
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