Trevi respinge l’Ops di Icop: il cda la giudica non vantaggiosa per i soci

Il consiglio di amministrazione di Trevi ha espresso all’unanimità parere contrario sull’offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Icop. Secondo il board, la proposta finalizzata al delisting non riflette un livello di convenienza adeguato per gli azionisti della società.
Il consiglio di amministrazione di Trevi ha bocciato all’unanimità l’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria annunciata da Icop sulle azioni del gruppo. L’operazione, che punta al ritiro del titolo dal mercato, è stata valutata negativamente dal board della società, che ha ritenuto la proposta non conveniente per gli azionisti.
Nel proprio esame, il cda ha quindi assunto una posizione netta sull’iniziativa, destinata a incidere sull’assetto societario e sulla permanenza in Borsa del gruppo. Trevi, attiva tra i principali operatori nel settore dell’ingegneria del sottosuolo e delle fondazioni speciali, resta così al centro di un passaggio rilevante per il futuro della società e dei suoi investitori.
Il giudizio espresso dagli amministratori rappresenta un elemento chiave per il mercato nella valutazione dell’operazione, anche se la decisione finale sull’adesione all’Ops resta in capo agli azionisti. La posizione del board segnala comunque che, nelle condizioni attuali, l’offerta di Icop non viene considerata in grado di valorizzare in modo soddisfacente Trevi.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Finanza.

M&A: operazione da due miliardi nel settore industriale
Annunciata un'aggregazione strategica tra due gruppi quotati. Gli analisti vedono sinergie significative.

M&A: ipotesi di fusione nel comparto TLC
Indiscrezioni di mercato su una possibile aggregazione tra operatori delle telecomunicazioni.

Mps, Lovaglio apre a operazioni straordinarie: esamineremo ogni alternativa
L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena segnala disponibilità a considerare tutte le possibili opzioni di crescita esterna. Il manager sottolinea però che il profilo della banca impone criteri più severi nella valutazione di eventuali operazioni.