Tensioni tra Stati Uniti e Iran frenano le Borse europee, Milano limita i cali con il rialzo del petrolio

Le rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno appesantito i mercati azionari, con Piazza Affari che ha chiuso pressoché invariata mentre gli altri listini europei hanno mostrato flessioni più marcate. A sostenere Milano è stato soprattutto il balzo del greggio, con il Brent tornato sopra i 90 dollari al barile.
La ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha riportato cautela sui mercati finanziari internazionali, spingendo gli investitori verso un atteggiamento più prudente. In Europa le Borse hanno archiviato la seduta in territorio negativo, mentre il Ftse Mib ha contenuto le perdite e ha terminato gli scambi vicino alla parità, con un calo marginale dello 0,01%.
A offrire supporto al listino milanese è stato il nuovo scatto delle materie prime energetiche. Il Brent è risalito oltre la soglia dei 90 dollari al barile, mentre il gas naturale ha superato i 70 euro per megawattora, in un contesto di crescente attenzione ai possibili effetti delle tensioni geopolitiche sulle forniture e sui costi dell’energia.
Il clima di avversione al rischio si è riflesso anche su Wall Street, che ha avviato la seduta in ribasso, e sul mercato obbligazionario europeo. In Italia, lo spread tra BTp e Bund tedeschi ha chiuso in aumento a 83 punti base, segnalando un lieve incremento della prudenza degli operatori anche sui titoli di Stato dell’area euro.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Finanza.

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