Tensioni tra Russia e Iran sostengono i margini di raffinazione in Europa, in evidenza Repsol e TotalEnergies
Le difficoltà sul lato dell’offerta, tra disagi ricorrenti nello Stretto di Hormuz e danni agli impianti russi colpiti dagli attacchi ucraini, stanno rafforzando la redditività dei raffinatori europei. In Borsa il comparto energetico beneficia del miglioramento delle prospettive sugli utili.
L’inasprimento delle tensioni geopolitiche che coinvolgono Russia e Iran sta offrendo un sostegno inatteso ai gruppi europei della raffinazione. Le interruzioni intermittenti dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e gli attacchi ucraini contro alcune raffinerie russe hanno contribuito a comprimere l’offerta di prodotti petroliferi, favorendo un rialzo dei margini di lavorazione.
In questo contesto, società come Repsol e TotalEnergies risultano tra i principali beneficiari in Europa. Il mercato guarda alla possibilità che il miglioramento dei margini si traduca in risultati trimestrali particolarmente robusti, con un impatto positivo sulla generazione di cassa e sulla redditività delle attività downstream.
La reazione degli investitori si è riflessa nell’andamento dei titoli del settore, sostenuti dall’aspettativa di utili in crescita. Pur restando elevata l’incertezza legata all’evoluzione dei fronti geopolitici, il quadro attuale conferma quanto i raffinatori europei possano trarre vantaggio da shock dell’offerta che riducono la disponibilità di carburanti sul mercato internazionale.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Finanza.

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