Tensioni nel Golfo spingono le quotazioni di gas e petrolio

Le materie prime energetiche accelerano sui mercati internazionali, con il gas in rialzo di circa il 5% ai livelli più alti da maggio e il greggio in progresso di oltre il 4%, sopra quota 75 dollari al barile. A sostenere i prezzi sono i timori per possibili ripercussioni sull’offerta legate all’instabilità nell’area del Golfo.
Le tensioni geopolitiche nel Golfo hanno riportato acquisti sulle commodity energetiche, alimentando un nuovo scatto dei prezzi. Il gas naturale ha registrato un rialzo vicino al 5%, portandosi sui massimi dallo scorso maggio, in un mercato tornato a prezzare un premio al rischio più elevato.
In parallelo, anche il petrolio ha guadagnato terreno, con un progresso di circa il 4% che ha spinto le quotazioni oltre i 75 dollari al barile. Il movimento riflette le preoccupazioni degli operatori per eventuali interruzioni o restrizioni ai flussi energetici in una delle aree più sensibili per gli approvvigionamenti globali.
L’attenzione degli investitori resta concentrata sull’evoluzione del quadro geopolitico e sulle possibili conseguenze per il bilancio tra domanda e offerta. In questa fase, il mercato appare particolarmente reattivo a qualsiasi segnale che possa incidere sulla continuità delle forniture, con un immediato impatto sui prezzi di gas e greggio.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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