Stretto di Hormuz bloccato, il gas europeo risale verso i 50 euro

Le tensioni sulle rotte energetiche del Golfo spingono in alto i prezzi del gas in Europa e riaccendono i timori per l’inflazione. Per l’Italia il nodo non è la disponibilità immediata di scorte, ma una crescente esposizione alle forniture statunitensi.
La nuova chiusura dello Stretto di Hormuz riporta sotto pressione i mercati energetici, con il gas europeo tornato in area 50 euro al megawattora. Lo stop alle spedizioni di Gnl dal Qatar aggrava i timori degli operatori su un possibile irrigidimento dell’offerta globale, in un passaggio già delicato per l’equilibrio tra domanda e approvvigionamenti.
L’impennata delle quotazioni rischia di trasferirsi ai prezzi al consumo e di complicare il percorso di discesa dell’inflazione. Secondo le valutazioni che circolano sul mercato, un prolungamento delle tensioni energetiche potrebbe riportare l’indice dei prezzi fino al 5%, con effetti su famiglie, imprese energivore e prospettive di politica monetaria.
Nel caso italiano, il quadro appare meno critico sul fronte degli stoccaggi, che non rappresentano al momento il principale fattore di vulnerabilità. Più rilevante è invece il cambiamento nella composizione delle importazioni: con il venir meno dei flussi qatarini, aumenta il peso del Gnl proveniente dagli Stati Uniti, rafforzando una dipendenza esterna che espone il Paese alla volatilità internazionale dei prezzi e della logistica energetica.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

Eni accelera sul piano energetico: focus rinnovabili
Il colosso energetico presenta gli aggiornamenti del piano industriale con maggiori investimenti nella transizione.
Enel punta su rete e digitalizzazione
Il gruppo annuncia un nuovo ciclo di investimenti nelle infrastrutture elettriche e nei servizi digitali.
Petrolio in altalena sui timori geopolitici
Le quotazioni del greggio oscillano in scia alle tensioni internazionali e ai dati sulle scorte.