Riciclo della plastica sotto pressione, la filiera teme uno stop alla raccolta

La crisi del riciclo degli imballaggi in plastica prosegue e mette sotto forte stress gli operatori del settore. L’aumento dei volumi accumulati nei centri di selezione alimenta il rischio di un rallentamento, fino al possibile blocco della raccolta.
La filiera italiana del riciclo della plastica continua a confrontarsi con una situazione critica emersa già lo scorso anno e tuttora irrisolta. Secondo gli operatori, la pressione lungo la catena di trattamento degli imballaggi è diventata difficilmente sostenibile, in un contesto segnato da squilibri tra quantità raccolte e capacità effettiva di assorbimento del materiale.
Uno dei segnali più evidenti della tensione in atto è l’accumulo di rifiuti nei centri di selezione, dove il materiale resta fermo più a lungo prima di essere avviato alle fasi successive del recupero. Questo congestionamento mette in difficoltà la gestione operativa del sistema e accresce il timore che, in assenza di soluzioni rapide, possano verificarsi interruzioni o sospensioni nella raccolta.
La crisi evidenzia le fragilità di un comparto cruciale per l’economia circolare, già alle prese con condizioni di mercato complesse e con la necessità di garantire sbocchi industriali stabili ai materiali riciclati. Il rischio, avvertono le imprese, è che il protrarsi delle criticità comprometta l’equilibrio dell’intera filiera, con ripercussioni sia sul servizio di raccolta sia sugli obiettivi ambientali.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.
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