Revisione Ets, cresce il timore per il taglio delle tutele ai settori esposti alla concorrenza estera

La revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni riaccende il confronto sulle garanzie per le industrie più vulnerabili alla delocalizzazione. Oltre alle imprese, anche i sindacati seguono con attenzione il dossier aperto da Bruxelles.
La revisione dell’Emission Trading System dell’Unione europea sta riportando al centro il tema delle protezioni riconosciute ai comparti industriali maggiormente esposti al rischio di trasferire produzioni e investimenti fuori dai confini comunitari. Il nodo riguarda in particolare l’equilibrio tra obiettivi climatici più stringenti e la necessità di non penalizzare le filiere energivore, già sottoposte a forti pressioni sui costi.
Nel confronto avviato a livello europeo, l’attenzione si concentra sull’eventuale riduzione delle misure che finora hanno attenuato l’impatto del prezzo della CO2 per i settori considerati a rischio di delocalizzazione. Una stretta eccessiva, secondo le preoccupazioni che emergono dal mondo industriale, potrebbe indebolire la competitività delle imprese europee rispetto ai concorrenti di Paesi con regole ambientali meno onerose.
Sul dossier si registra anche la vigilanza delle organizzazioni sindacali, che temono possibili ricadute su occupazione e tenuta degli impianti produttivi. La discussione sulla riforma dell’Ets si inserisce così in un passaggio delicato per la politica industriale europea, chiamata a conciliare decarbonizzazione, tutela del lavoro e difesa della base manifatturiera del continente.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.

Eni accelera sul piano energetico: focus rinnovabili
Il colosso energetico presenta gli aggiornamenti del piano industriale con maggiori investimenti nella transizione.
Petrolio in altalena sui timori geopolitici
Le quotazioni del greggio oscillano in scia alle tensioni internazionali e ai dati sulle scorte.
Enel punta su rete e digitalizzazione
Il gruppo annuncia un nuovo ciclo di investimenti nelle infrastrutture elettriche e nei servizi digitali.