Pirelli, riassetto nell’azionariato: Camfin torna in testa dopo la riduzione della quota cinese

Si ridisegnano gli equilibri nel capitale di Pirelli dopo il calo della partecipazione riconducibile ai soci cinesi. L’operazione riporta Camfin al ruolo di primo azionista, sullo sfondo delle tensioni sulla governance e delle prescrizioni imposte dal governo con il golden power.
Pirelli archivia una nuova fase di riassetto nella propria compagine azionaria con l’arretramento della presenza cinese nel capitale e il conseguente ritorno di Camfin come principale socio del gruppo. Il cambiamento modifica gli equilibri tra gli azionisti di riferimento di una società che negli ultimi mesi è stata al centro di un acceso confronto sull’assetto dei poteri e sulle regole di governance.
La revisione della struttura proprietaria arriva infatti dopo il dibattito sulla gestione dell’influenza esercitata dal socio cinese e dopo l’intervento dell’esecutivo italiano attraverso i poteri speciali. Il golden power era stato utilizzato per fissare paletti sulla governance della società, con l’obiettivo di tutelare asset e decisioni ritenuti strategici.
In questo contesto, il ritorno di Camfin in cima all’azionariato rappresenta un passaggio rilevante per la futura stabilità del gruppo e per i rapporti tra i soci. Resta ora da verificare come il nuovo bilanciamento delle quote potrà riflettersi sulle decisioni industriali e sull’evoluzione degli organi societari, dopo una fase segnata da frizioni e interventi istituzionali.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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