PagoPA verso il riassetto azionario, Antitrust detta le condizioni per l’ingresso di Poste

L’Autorità garante si avvia a dare il via libera al nuovo assetto di PagoPA con il controllo al 51% in capo alla Zecca. Per Poste, socio di minoranza, sono previsti vincoli su governance e procedure di selezione dei fornitori.
PagoPA si prepara a cambiare assetto proprietario con un’operazione che dovrebbe portare l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a detenere la maggioranza del capitale, con una quota del 51%. Il riordino societario si avvicina al traguardo, ma il via libera è destinato ad arrivare insieme a una serie di prescrizioni pensate per disciplinare i rapporti tra i soci e tutelare la concorrenza.
Tra i principali paletti messi a punto dall’Antitrust figura il rafforzamento delle garanzie nelle procedure di scelta dei fornitori, che dovranno essere gestite secondo criteri rigorosi e trasparenti. L’obiettivo è evitare potenziali conflitti di interesse legati alla presenza di Poste nel capitale, pur in posizione di minoranza, e assicurare che l’operatività della piattaforma resti neutrale rispetto agli operatori coinvolti.
Le condizioni riguardano anche la governance. Per il socio non di controllo sono previsti consiglieri indipendenti, mentre al presidente non verrebbero attribuite deleghe esecutive. L’impianto delineato punta a separare in modo netto il controllo societario dall’influenza gestionale, così da consentire il completamento dell’operazione entro un quadro ritenuto compatibile con le regole del mercato.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

M&A: operazione da due miliardi nel settore industriale
Annunciata un'aggregazione strategica tra due gruppi quotati. Gli analisti vedono sinergie significative.

M&A: ipotesi di fusione nel comparto TLC
Indiscrezioni di mercato su una possibile aggregazione tra operatori delle telecomunicazioni.

Mps, Lovaglio apre a operazioni straordinarie: esamineremo ogni alternativa
L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena segnala disponibilità a considerare tutte le possibili opzioni di crescita esterna. Il manager sottolinea però che il profilo della banca impone criteri più severi nella valutazione di eventuali operazioni.