Ondata di calore, allarme su 1,5 milioni di addetti esposti: pressing su misure più incisive

Cgil e Greenpeace segnalano rischi elevati per circa 1,5 milioni di lavoratori nelle giornate del 25, 26 e 27 giugno. Tra i comparti più vulnerabili figurano edilizia, logistica, consegne e manutenzione urbana, con Roma in testa per numero di addetti coinvolti.
L’ondata di caldo attesa tra il 25 e il 27 giugno riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro, con circa 1,5 milioni di persone potenzialmente esposte a condizioni climatiche estreme secondo l’allerta diffusa da Cgil e Greenpeace. Le due organizzazioni sottolineano che l’innalzamento delle temperature sta aumentando i rischi per chi opera all’aperto o in ambienti particolarmente gravosi, chiedendo un rafforzamento delle tutele nei giorni più critici.
Tra le attività considerate più a rischio rientrano i cantieri, la logistica, i rider e i servizi di manutenzione urbana, settori nei quali l’esposizione diretta al caldo può incidere su salute, produttività e continuità operativa. Roma risulta la città con il numero più elevato di lavoratori potenzialmente coinvolti, pari a circa 428 mila addetti, dato che evidenzia la portata del fenomeno nei grandi centri urbani.
Nel loro intervento, Cgil e Greenpeace giudicano insufficiente l’azione del governo di fronte a eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi. Le sigle chiedono interventi più rapidi e strutturali per prevenire gli effetti delle alte temperature sui luoghi di lavoro, con misure che includano una migliore organizzazione degli orari, protocolli di emergenza e maggiori strumenti di protezione per le categorie più esposte.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.
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