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Economia

Naspi riconosciuta anche a chi lascia il lavoro per violenze subite fuori dall’azienda

Redazione (RSS+AI) 4 Agosto 2026 3 min di lettura
Naspi riconosciuta anche a chi lascia il lavoro per violenze subite fuori dall’azienda

L’Inps amplia la tutela per i lavoratori costretti a dimettersi a causa di episodi di violenza. L’indennità di disoccupazione può essere concessa anche quando le condotte non provengono dall’ambiente professionale.

L’Inps ha chiarito che il diritto alla Naspi può spettare anche ai lavoratori che rassegnano le dimissioni perché costretti da situazioni di violenza, pure nel caso in cui tali episodi siano riconducibili a soggetti estranei al luogo di lavoro. L’indicazione estende quindi l’ambito delle tutele rispetto a una lettura limitata ai soli fatti maturati nel contesto aziendale.

Il principio riconosce che alcune circostanze personali possono incidere in modo diretto sulla possibilità di proseguire l’attività lavorativa, rendendo le dimissioni una scelta non realmente volontaria. In questa prospettiva, l’uscita dal rapporto di lavoro viene considerata conseguenza di una condizione di costrizione e non di una libera decisione del dipendente.

Il chiarimento dell’istituto si inserisce nel quadro delle misure di protezione sociale rivolte alle persone in situazioni di particolare vulnerabilità. Per i lavoratori interessati, la precisazione può tradursi in un accesso più ampio all’indennità di disoccupazione, rafforzando il ruolo della Naspi come strumento di sostegno al reddito nei casi di interruzione forzata dell’impiego.

Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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