Mps-Banco Bpm, l’ipotesi di fusione si arena dopo lo stop di Crédit Agricole

Si allontana il progetto di aggregazione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm dopo le riserve espresse dal gruppo francese. Siena prende atto dello scenario e segnala che valuterà le alternative disponibili.
L’ipotesi di un’operazione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm si è di fatto fermata, dopo che il possibile coinvolgimento di Banco Bpm ha incontrato il veto di Crédit Agricole, azionista di rilievo dell’istituto milanese. Il via libera dei francesi era considerato un passaggio cruciale per qualsiasi sviluppo dell’operazione, che nelle ultime settimane era stata osservata dal mercato come una delle possibili mosse di consolidamento nel settore bancario italiano.
L’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, avrebbe quindi interrotto il percorso esplorativo alla luce della posizione contraria di Crédit Agricole. La frenata riduce, almeno per ora, la probabilità di un’integrazione tra le due banche e riporta al centro il tema degli equilibri azionari e della governance nelle future partite di risiko bancario.
Da parte sua, Mps ha preso atto del venir meno delle condizioni per procedere su questo dossier, indicando che esaminerà ogni opzione strategica a disposizione. Per la banca senese resta aperto il tema della crescita e del consolidamento, in un contesto in cui il riassetto del comparto continua a dipendere non solo dalla logica industriale, ma anche dal consenso dei principali soci e degli stakeholder coinvolti.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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