Lisbona frena sulla revisione dell’Ets Ue e difende il ruolo delle quote sui prezzi dell’energia

Il Portogallo invita Bruxelles a evitare interventi radicali sul mercato europeo delle emissioni, sostenendo che l’attuale assetto abbia contribuito a contenere le bollette. Intanto Edp segnala che in Italia il ritmo degli investimenti resta condizionato da procedure autorizzative considerate troppo complesse.
Il dibattito sulla riforma del sistema europeo di scambio delle emissioni entra in una fase delicata, ma da Lisbona arriva un messaggio di cautela. La ministra portoghese dell’Ambiente e dell’Energia, Maria da Graça Carvalho, ha indicato di non vedere la necessità di modifiche profonde all’Ets, sottolineando che il meccanismo delle quote avrebbe avuto un effetto utile anche nel limitare l’impatto dei costi energetici sui consumatori.
La posizione del governo portoghese si inserisce nel confronto avviato a livello comunitario sul futuro del mercato della CO2, uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione. Secondo Lisbona, eventuali correzioni dovrebbero preservare l’equilibrio del sistema ed evitare scossoni che potrebbero ridurre la prevedibilità per imprese e investitori, in un momento in cui la transizione energetica richiede ingenti capitali.
Sul fronte industriale, il gruppo energetico Edp ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà operative incontrate in Italia. La società ha osservato che il potenziale di investimento nel Paese resta significativo, ma ha avvertito che l’eccesso di burocrazia continua a rallentare l’esecuzione dei progetti, indicando nelle autorizzazioni e nella complessità amministrativa uno dei principali ostacoli allo sviluppo.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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