Le Borse misurano l’impatto del balzo dei rendimenti mentre si avvicina settembre

L’ascesa dei tassi obbligazionari ai livelli più alti dal 2008 sta tornando al centro dell’attenzione degli investitori azionari, perché può comprimere le valutazioni e alzare il premio per il rischio. A sostenere i listini resta però la tenuta degli utili societari, che offre un argine in vista di un mese storicamente difficile per i mercati.
Il movimento dei bond globali, con rendimenti tornati sui massimi da oltre quindici anni, rappresenta un fattore che i mercati azionari faticano a trascurare. Quando il reddito fisso offre cedole più elevate, il confronto con l’equity si fa meno favorevole e gli investitori tendono a ricalibrare il prezzo che sono disposti a pagare per gli utili futuri delle società quotate.
L’attenzione si concentra quindi sul premio al rischio azionario, destinato a ridursi se i rendimenti governativi e corporate restano elevati a lungo. In questo contesto, il rialzo dei tassi di mercato può tradursi in maggiore selettività tra i titoli, soprattutto per i comparti con multipli più tirati o più sensibili al costo del capitale.
A contenere il rischio di una correzione più ampia contribuisce però la solidità dei risultati aziendali, che in molti casi restano su livelli record o comunque resilienti. È questo il principale elemento di sostegno per i listini all’ingresso di settembre, mese che statisticamente si rivela spesso debole, ma che quest’anno potrebbe essere affrontato con la protezione offerta dai profitti societari.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Finanza.

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