Ex Ilva, la Cassazione conferma lo stop: prevale la tutela della salute

La Corte di Cassazione ha confermato il blocco dell’impianto dell’ex Ilva, sancendo che la tutela della salute non può essere subordinata a esigenze produttive. Si fermerà anche l’ultimo altoforno ancora in fase di preriscaldo.
La Corte di Cassazione ha messo un punto a una delle vicende più delicate dell’industria siderurgica italiana, confermando lo stop all’attività dell’ex Ilva e ribadendo il primato del diritto alla salute. La decisione interviene in un contesto già segnato da anni di contenziosi, tensioni sociali e tentativi di conciliare continuità industriale e salvaguardia ambientale.
L’effetto immediato del provvedimento riguarda anche l’unico altoforno che risultava ancora nella fase di preriscaldo, destinato ora a essere fermato. La pronuncia della Suprema Corte rafforza così un orientamento secondo cui le esigenze produttive non possono giustificare il mantenimento in esercizio di impianti ritenuti incompatibili con le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale richieste.
La decisione rischia di avere ripercussioni rilevanti sul futuro del sito siderurgico e sull’intera filiera dell’acciaio nazionale, già sotto pressione per i costi energetici e per la debolezza del mercato europeo. Restano ora al centro del confronto le possibili soluzioni industriali e istituzionali per gestire la fermata degli impianti, tutelare l’occupazione e definire un percorso credibile di riconversione e risanamento.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.

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