Eurozona, per Oxford Economics il caldo estremo peserà sui prezzi alimentari più delle tensioni in Iran

Le ondate di calore potrebbero avere un impatto più marcato dei rischi geopolitici mediorientali sull'inflazione alimentare dell'Eurozona nel 2027. Secondo le stime di Oxford Economics, gli effetti legati al conflitto in Iran aggiungerebbero 0,5-0,7 punti percentuali, mentre gli shock climatici potrebbero spingere i prezzi di circa un punto.
Le pressioni sui prezzi dei generi alimentari nell'Eurozona potrebbero intensificarsi soprattutto per effetto degli eventi climatici estremi. Secondo le valutazioni di Oxford Economics, le ondate di calore previste nei prossimi anni sono destinate a incidere in modo più significativo rispetto alle ricadute economiche delle tensioni legate all'Iran, ampliando il costo finale dei prodotti alimentari nel 2027.
Lo scenario attribuisce ai contraccolpi del conflitto mediorientale un aumento dell'inflazione alimentare compreso tra 0,5 e 0,7 punti percentuali. A pesare sarebbero principalmente un'eventuale scarsità di fertilizzanti, il rincaro dell'energia e l'aumento dei costi degli altri fattori produttivi, elementi che si trasferirebbero lungo la filiera agricola e distributiva.
Oxford Economics segnala tuttavia che l'impatto delle condizioni meteorologiche avverse potrebbe risultare ancora più forte, con un'accelerazione dei prezzi alimentari nell'ordine di un punto percentuale. Il quadro conferma come, per l'Eurozona, i rischi inflazionistici nel comparto food dipendano sempre di più non solo dalla geopolitica, ma anche dalla crescente vulnerabilità della produzione agricola agli shock climatici.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.
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