Eurolega, il modello a franchigie può muovere oltre 3 miliardi in cinque anni

La revisione della massima competizione europea di basket assume i contorni di un progetto industriale, con ricavi potenziali superiori a 3 miliardi nel prossimo quinquennio. In gioco non c’è solo il format sportivo, ma l’assetto economico del basket continentale e il confronto con l’ipotesi di una futura NBA Europe.
La trasformazione dell’Eurolega verso un sistema più vicino al modello delle franchigie viene letta dagli operatori come un passaggio destinato a cambiare il profilo finanziario del torneo. Secondo le stime circolate nel settore, il nuovo impianto potrebbe generare un valore complessivo superiore a 3 miliardi di euro nell’arco di cinque anni, grazie a una diversa organizzazione dei diritti commerciali, della distribuzione dei ricavi e del posizionamento internazionale della competizione.
L’operazione va oltre la dimensione agonistica e punta a rafforzare la capacità della lega di attrarre investitori, sponsor e broadcaster. Un assetto più stabile e prevedibile per i club partecipanti, sul modello delle leghe chiuse, viene considerato uno strumento per aumentare la visibilità del prodotto e migliorare la pianificazione industriale delle società coinvolte. In questo quadro, la ridefinizione della governance avrebbe effetti diretti sugli equilibri economici dell’intero basket europeo.
Il dossier assume inoltre un rilievo strategico per il confronto con la prospettiva di una NBA Europe, scenario che potrebbe aprire una nuova fase competitiva sul mercato continentale. La partita, quindi, riguarda il controllo del valore generato dal basket di vertice in Europa: chi saprà consolidare brand, audience e ricavi avrà un vantaggio decisivo nei futuri rapporti di forza. Per questo la riforma dell’Eurolega viene osservata come una mossa di politica industriale, prima ancora che sportiva.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Economia.
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