Cassazione: riduzione della Tari fino all’80% se il servizio rifiuti è carente e l’utente lo prova

Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che i disservizi nella raccolta dei rifiuti non azzerano la Tari, ma possono giustificare una forte riduzione dell’importo dovuto. Per ottenere lo sconto, però, il contribuente deve fornire elementi concreti sul mancato o irregolare svolgimento del servizio.
La Corte di Cassazione, con un’ordinanza depositata l’11 giugno, ha precisato i confini del diritto dei contribuenti a una riduzione della Tari in presenza di problemi nel servizio di raccolta dei rifiuti. Secondo i giudici, l’assenza o la grave irregolarità del servizio non determina automaticamente l’esenzione dal tributo, ma può tradursi in un abbattimento significativo della somma richiesta dal Comune.
Il principio richiamato dalla Corte prevede che, nei casi di mancato svolgimento del servizio o di prestazione resa in modo gravemente insufficiente, la tariffa possa essere ridotta fino all’80%. La possibilità di ottenere il taglio, tuttavia, non scatta in via automatica: il contribuente deve dimostrare in modo puntuale il disservizio, documentando l’effettiva inadeguatezza della raccolta nell’area interessata.
L’orientamento conferma quindi una linea restrittiva sul fronte dell’esenzione totale, ma apre alla possibilità di alleggerire il carico fiscale quando il servizio pubblico non rispetta gli standard minimi. La decisione potrebbe incidere sui contenziosi tra utenti e amministrazioni locali, rafforzando il peso delle prove fornite da chi contesta il pagamento integrale della tassa sui rifiuti.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Repubblica Economia.
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