Carburanti, la strategia di Eni accende le tensioni nella rete distributiva

La decisione del gruppo energetico scuote gli operatori della distribuzione, che temono effetti pesanti sugli equilibri del settore. Figisc segnala rischi anche per i gestori degli impianti e solleva dubbi sul fronte della concorrenza.
La nuova iniziativa di Eni nel mercato dei carburanti sta provocando una forte reazione tra gli operatori della rete distributiva, che vedono nella mossa del gruppo un potenziale elemento di rottura per gli attuali assetti del comparto. Secondo le associazioni di categoria, il timore è che l’intervento possa alterare un equilibrio già fragile in una filiera sotto pressione per margini ridotti e forte competizione sui prezzi.
A esprimere preoccupazione è in particolare Figisc, che richiama l’attenzione sulle possibili ricadute per i gestori degli impianti. L’associazione ritiene che un cambiamento di questo tipo possa comprimere ulteriormente la sostenibilità economica delle attività al dettaglio, mettendo in difficoltà una parte della rete e innescando tensioni lungo tutta la catena distributiva.
Sul tavolo c’è anche il tema della concorrenza. Gli operatori del settore temono che la scelta di Eni possa tradursi in condizioni non omogenee tra i diversi attori del mercato, aprendo la strada a possibili contestazioni sul piano della concorrenza sleale. In assenza di correttivi o chiarimenti, avvertono le sigle del comparto, il rischio è quello di una destabilizzazione del sistema distributivo dei carburanti.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.

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