Caldo e carenza d’acqua, crescono gli infortuni sul lavoro: +11,3% le malattie professionali
Le condizioni climatiche estreme e l’insufficiente disponibilità di acqua incidono sempre di più sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo Helvetica, su dati Inail, i casi collegati a stress e fattori ambientali hanno superato quota 98 mila.
L’aumento delle temperature e la mancanza di adeguata idratazione stanno aggravando il rischio di incidenti e problemi di salute nei contesti lavorativi, in particolare nelle attività più esposte all’aperto o in ambienti ad alta intensità fisica. È quanto emerge da un’analisi diffusa da Helvetica sulla base di dati Inail, che segnala un incremento delle malattie professionali pari all’11,3%.
Secondo il presidente di Helvetica, Piancone, i casi riconducibili a stress termico e a condizioni ambientali sfavorevoli hanno superato i 98 mila, evidenziando un impatto crescente dei fattori climatici sull’organizzazione del lavoro e sulla tutela dei dipendenti. Il fenomeno riguarda non solo la prevenzione degli infortuni immediati, ma anche l’emersione di patologie sviluppate nel tempo.
Il quadro rilancia il tema degli interventi necessari per rafforzare le misure di sicurezza, dalla disponibilità di acqua alle pause nei periodi di maggiore calore, fino alla revisione dei protocolli aziendali. La dinamica osservata nei dati Inail si inserisce in un contesto più ampio in cui le imprese sono chiamate ad adattare processi e turni operativi a condizioni meteorologiche sempre più estreme.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: ANSA Economia.
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