Birra europea in frenata in Cina, Carlsberg conferma la rotta nonostante il calo delle vendite

Il gruppo danese ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in aumento del 3% a 3,38 miliardi, beneficiando della tenuta di altri mercati. In Cina, però, la domanda resta debole e pesa anche su altri produttori internazionali come AB InBev.
Carlsberg ha archiviato il terzo trimestre con un incremento dei ricavi del 3% a 3,38 miliardi, un risultato che segnala una tenuta complessiva del business nonostante il rallentamento di alcuni mercati chiave. La società ha inoltre ribadito le proprie indicazioni strategiche al 2026, mostrando fiducia sulla capacità di difendere crescita e redditività in un contesto globale ancora disomogeneo.
A frenare il comparto è soprattutto la Cina, dove il consumo di birra importata ed europea sta attraversando una fase di debolezza. Il calo della domanda nel mercato cinese si riflette sulle performance dei grandi gruppi del settore, da Carlsberg ad AB InBev, confermando un quadro più difficile per i marchi internazionali attivi nel Paese.
Il rallentamento di Pechino evidenzia come le multinazionali del beverage siano chiamate a compensare la minore spinta asiatica con risultati più solidi in altre aree geografiche. Per Carlsberg, la crescita del trimestre suggerisce che la diversificazione del portafoglio e la resilienza operativa stanno attenuando l’impatto della flessione cinese, pur senza eliminare un elemento di pressione che il mercato continuerà a monitorare.
Articolo originale rielaborato dalla redazione. Spunto da: Il Sole 24 Ore - Finanza.

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